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	<title>#teamplast &#8211; Teamplast Imballaggi Flessibili Personalizzati Riciclabili al 100%</title>
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	<description>Imballaggi Flessibili Personalizzati Riciclabili al 100%</description>
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	<title>#teamplast &#8211; Teamplast Imballaggi Flessibili Personalizzati Riciclabili al 100%</title>
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		<title>Teamplast rinnova il suo impegno al fianco della SPAL</title>
		<link>https://www.teamplast-srl.it/teamplast-rinnova-sponsor-spal-2/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Teamplast-srl]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 11 Sep 2024 08:33:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Azienda]]></category>
		<category><![CDATA[#teamplast]]></category>
		<category><![CDATA[spal]]></category>
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					<description><![CDATA[[:it]Teamplast rinnova il sostegno come sponsor ufficiale di SPAL nell'anno 2024/2025[:]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Siamo entusiasti di annunciare che anche per la stagione calcistica 2024/2025, <strong>Teamplast ha rinnovato il suo supporto alla SPAL</strong>, orgoglio della nostra città di Ferrara.</p>
<!-- /wp:post-content -->

<!-- wp:paragraph -->
<p>Questa partnership, che dura ormai da diversi anni, rappresenta non solo un legame di fiducia reciproca, ma anche il nostro impegno nel sostenere una squadra locale che solo pochi anni fa ci ha regalato emozioni da Serie A. </p>
<p>Per loro realizziamo anche materiale di merchandising come le <a href="https://teamplast-srl.it/shopper-in-ldpe-polietilene-personalizzate/">shopper ufficiali</a> e le bandierine brandizzate. <br />Spirito di squadra, passione e dedizione sono valori che ci accomunano e che anche noi di Teamplast portiamo avanti ogni giorno nel nostro lavoro. Siamo quindi orgogliosi di aver rinnovato il nostro sostegno come sponsor ufficiale della SPAL, con la certezza che insieme continueremo a scrivere nuove pagine di successo, dentro e fuori dal campo. Forza SPAL!</p>
<!-- /wp:paragraph -->

]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Efficientamento energetico e riciclo dei materiali: l’impegno di Teamplast in numeri</title>
		<link>https://www.teamplast-srl.it/efficientamento-energetico-e-riciclo-dei-materiali-limpegno-di-teamplast-in-numeri/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Teamplast-srl]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 27 Mar 2024 10:34:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Azienda]]></category>
		<category><![CDATA[#riciclo]]></category>
		<category><![CDATA[#sostenibilità]]></category>
		<category><![CDATA[#teamplast]]></category>
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					<description><![CDATA[[:it]Efficientamento energetico e riciclo dei materiali: l’impegno di Teamplast in numeri[:]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Quando un’azienda può definirsi “virtuosa”? Pensando alle imprese produttive, capita spesso che il giudizio si fermi alla qualità del prodotto finito. <strong>Non sempre si ha l’intuizione di considerare che un buon risultato in termini di output dipenda anche dal modo in cui viene realizzato</strong>, <strong>dalla qualità delle materie prime e dei processi produttivi</strong>. L’impatto ambientale che un’azienda ha sul territorio (aria, acqua, terreno) può essere talvolta disastroso, se non si mettono in atto politiche di sostenibilità aziendale e a basso impatto ecologico. Fortunatamente, le evoluzioni tecnologiche ci hanno permesso di trovare delle soluzioni sempre più efficienti anche in termini di sostenibilità: soluzioni che anche Teamplast mette in atto da diversi anni e i cui risultati confermano che l’azienda sta percorrendo la giusta direzione.</p>
<!-- /wp:post-content -->

<!-- wp:paragraph -->
<p><strong>Impianto fotovoltaico, riciclo e plastica rigenerata: le evoluzioni degli ultimi 5 anni</strong></p>
<!-- /wp:paragraph -->

<!-- wp:paragraph -->
<p>Analizzando i dati degli ultimi 5 anni, abbiamo la conferma oggettiva che <strong>gli sforzi messi in atto stiano portando dei risultati concreti specialmente in termini di efficientamento energetico e riciclo dei materiali</strong>. </p>
<!-- /wp:paragraph -->

<!-- wp:paragraph -->
<p>Uno dei punti salienti è il notevole miglioramento nel consumo di energia elettrica. <strong>Prima dell&#8217;installazione degli impianti fotovoltaici nel 2019, Teamplast consumava in media 340.000 KWh di energia elettrica</strong>. Tuttavia, grazie all&#8217;adozione di tecnologie più efficienti e all&#8217;utilizzo di energie rinnovabili, come il fotovoltaico, nel 2023 il consumo è stato ridotto a 260.000 KWh. Questa riduzione del consumo energetico non solo ha contribuito a ridurre l&#8217;impatto ambientale, ma ha anche permesso all&#8217;azienda di risparmiare sui costi energetici.</p>
<!-- /wp:paragraph -->

<!-- wp:paragraph -->
<p>Inoltre, Teamplast ha fatto grandi progressi nel recupero e nel riciclo dei materiali plastici. <strong>Nel 2019, l&#8217;azienda ha recuperato e riciclato 42.000 kg di materiale plastico, mentre nel 2023 questa cifra è aumentata a 57.000 kg</strong>. Questa significativa variazione non solo ha contribuito a ridurre la quantità di rifiuti destinati alla discarica, ma ha anche consentito di ridurre la dipendenza dai materiali vergini e di promuovere maggiormente l&#8217;economia circolare.</p>
<!-- /wp:paragraph -->

<!-- wp:paragraph -->
<p>Teamplast ha aumentato anche l&#8217;acquisto di materiale plastico rigenerato. <strong>Nel 2019, l&#8217;azienda ha acquistato 18.800 kg di materiale plastico rigenerato, mentre nel 2023 questa cifra è salita a 24.000 kg</strong>. Questo evidenzia l’impegno nel supportare l&#8217;industria del riciclo dei materiali plastici e nel promuovere l&#8217;uso di materiali rigenerati nei propri processi produttivi.</p>
<!-- /wp:paragraph -->

<!-- wp:paragraph -->
<p>L’aver implementato significativi miglioramenti nei processi, ha avuto come conseguenza una <strong>maggiore efficienza energetica e una gestione più responsabile dei materiali plastici</strong>. Con l&#8217;adozione di pratiche sempre più sostenibili, l&#8217;azienda si pone come un esempio positivo per il settore, dimostrando che è possibile conciliare la crescita aziendale con la salvaguardia dell&#8217;ambiente.</p>
<!-- /wp:paragraph -->]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Da dove arrivano i rifiuti che inquinano i nostri mari? Ecco cosa dicono le ultime ricerche</title>
		<link>https://www.teamplast-srl.it/da-dove-arrivano-i-rifiuti-che-inquinano-i-nostri-mari/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Teamplast-srl]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 27 Feb 2024 11:35:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[#teamplast]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.teamplast-srl.it/it/?p=21954</guid>

					<description><![CDATA[[:it]Da dove arrivano i rifiuti che inquinano mari e oceani[:]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Fino a pochi anni fa gli scienziati ritenevano che la causa principale dell’accumulo dei rifiuti plastici nei mari e negli oceani fosse attribuibile a un numero piuttosto limitato di fiumi, circa una ventina, quasi tutti collocati in Asia.</p>
<!-- /wp:post-content -->

<!-- wp:paragraph -->
<p>Questa convinzione derivava da uno studio che si è concluso nel 2017 secondo il quale il 90% dei rifiuti plastici nei mari fosse causato dal Nilo, dal Rio delle Amazzoni, dal Fiume Azzurro e da una ventina di fiumi minori. Gli sforzi si stavano perlopiù concentrando sul ripulire questi fiumi, ignorando il fatto che il problema aveva dimensioni molto più estese.</p>
<!-- /wp:paragraph -->

<!-- wp:heading {"level":4} -->
<h4 class="wp-block-heading"><strong><mark class="has-inline-color has-black-color" style="background-color: rgba(0, 0, 0, 0);"><strong>Oltre 1.000 fiumi sono responsabili dell’inquinamento di mari e oceani</strong></mark></strong></h4>
<!-- /wp:heading -->

<!-- wp:paragraph -->
<p>Una ricerca del 2021 pubblicata da <em>Science Advances</em> ha infatti ribaltato questi risultati e si è arrivati a capire che <strong>sono più di 1.000 i corsi d’acqua maggiormente responsabili della presenza di plastiche e microplastiche nei mari</strong>. Uno scenario ben più complesso, che rende altrettanto difficile trovare soluzioni efficaci nel breve periodo. La ricerca del 2021 è stata più approfondita rispetto a quella precedente: l’analisi ha riguardato oltre 1.600 fiumi, considerando fattori che prima erano stati ignorati, come la tipologia dei terreni, gli effetti delle precipitazioni, la vicinanza ai centri abitati e così via. </p>
<!-- /wp:paragraph -->

<!-- wp:paragraph -->
<p>Questo studio ha evidenziato anche un altro aspetto che prima veniva scarsamente preso in considerazione, ovvero il fatto che <strong>non tutti i rifiuti presenti nei fiumi arrivano al mare</strong>. Ci sono fiumi che “ospitano” spazzatura di vario tipo per decenni.</p>
<!-- /wp:paragraph -->

<!-- wp:paragraph -->
<p>Queste evidenze sottolineano quindi il fatto che i fiumi che trasportano rifiuti nei mari e negli oceani sono molti di più rispetto a quanto si pensasse e in molti casi si tratta di fiumi minori. Questi ultimi sono concentrati in diverse aree dell’Asia (come in Malesia e nelle Filippine) ma anche in America Centrale. Inoltre, non tutti i rifiuti arrivano al mare, rendendo altamente inquinati anche le acque dei fiumi stessi.</p>
<!-- /wp:paragraph -->

<!-- wp:heading {"level":4} -->
<h4 class="wp-block-heading"><strong><mark class="has-inline-color has-black-color" style="background-color: rgba(0, 0, 0, 0);">Possibili soluzioni</mark></strong></h4>
<!-- /wp:heading -->

<!-- wp:paragraph -->
<p>Cosa si sta facendo per risolvere il problema? La ricerca condotta nel 2021 è stata finanziata da <em>The Ocean Cleanup </em>la ONG fondata dall’imprenditore olandese Boyan Slat, impegnata a ripulire l’Oceano Pacifico dai rifiuti grazie a <em>Inceptor, </em>una specie di macchina “mangia spazzatura”. Questo è sicuramente un progetto degno di nota ma ancora ribadiamo che non è sufficiente: <strong>per risolvere davvero il problema alla radice bisogna spostare l’attenzione dalla materia prima all’educazione delle persone</strong>. L’opinione pubblica generale e quello che viene principalmente diffuso dagli organi di informazione è che il problema è la plastica in sè, quando invece si tratta di un materiale prezioso, che può avere più vite, se smaltito e riciclato correttamente. Il problema non è la plastica ma il fatto che venga riversata nei fiumi, nei mari e nei terreni.</p>
<!-- /wp:paragraph -->

<!-- wp:heading {"level":4} -->
<h4 class="wp-block-heading"><strong><mark class="has-inline-color has-black-color" style="background-color: rgba(0, 0, 0, 0);">La situazione italiana: il Po</mark></strong></h4>
<!-- /wp:heading -->

<!-- wp:paragraph -->
<p>In Italia fortunatamente la salute dei nostri fiumi è molto migliore rispetto ad altri paesi. Recentemente una approfondita analisi condotta dall’Autorità Distrettuale del Fiume Po in collaborazione con l’Università La Sapienza di Roma, Arpa Daphne e AIPo ha evidenziato che la quantità di microplastiche nelle acque del Po è molto inferiore rispetto a quanto si pensasse e non raggiunge livelli critici.</p>
<!-- /wp:paragraph -->

<!-- wp:paragraph -->
<p>Per dirla in numeri, il numero su unità di volume di microplastiche nel Po oscilla tra il 2,06 e l’8,22, mentre nella Senna in Francia è tra il 9,6 e il 63,9 (ricerca 2019 Alligant), Oujiang, Minjiang in Cina tra 100-4100 (ricerca Zhao 2019), il Tamigi in Gran Bretagna si attesta su valori di 14,2-24,8 (ricerca Rowley 2020), Clyde, Bega e Hunter estuary in Australia 98-1032 (ricerca Hitchcock &amp; Mitrovic 2019), come si apprende dal sito <a href="https://www.raccoltalagiusta.it/video-pillole/10-grandi-fiumi-extrauropei-responsabili-inquinamento-oceani/" target="_blank" rel="noopener">Raccoltala Giusta di UNIONPLAST</a>. </p>
<!-- /wp:paragraph -->

<!-- wp:paragraph -->
<p>Queste notizie sono certamente rassicuranti ma non devono farci abbassare la guardia: al contrario, è fondamentale continuare ad analizzare in modo approfondito cause e conseguenze dell’inquinamento dei fiumi per trovare soluzioni sempre più efficienti. Un ruolo chiave sta nell’informazione e nell’educazione delle persone: bisogna mettere in campo sforzi maggiori affinché tutti siano maggiormente consapevoli dei rischi derivanti dall’inquinamento e predisporre risorse che favoriscano la raccolta differenziata e lo smaltimento dei rifiuti.</p>
<!-- /wp:paragraph -->]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Teamplast ottiene e rinnova le certificazioni di qualità e sicurezza</title>
		<link>https://www.teamplast-srl.it/teamplast-ottiene-rinnova-certificazioni-qualita-e-sicurezza/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Teamplast-srl]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 Jan 2024 10:49:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Azienda]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[#certificazioni]]></category>
		<category><![CDATA[#qualita]]></category>
		<category><![CDATA[#sicurezza]]></category>
		<category><![CDATA[#teamplast]]></category>
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					<description><![CDATA[[:it]Teamplast ottiene e rinnova le certificazioni di qualità e sicurezza[:]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>L’attenzione alla qualità e alla sicurezza dei propri prodotti è una delle principali prerogative di Teamplast</strong>.<br />“Molti dei nostri clienti appartengono ai settori alimentare e medicale-farmaceutico; per questo motivo &#8211; racconta Simone Costanzelli, titolare dell’azienda &#8211; per noi è fondamentale ottenere le certificazioni ISO 9001:2015 e UNI EN 15593/2008, che garantiscono al cliente un prodotto realizzato secondo le normative internazionali, sicuro, affidabile e conforme all’utilizzo finale”.</p>
<!-- /wp:post-content -->

<!-- wp:paragraph -->
<p>Anche quest’anno, infatti, <strong>l’azienda ha ottenuto le certificazioni internazionali che dettano i requisiti affinché l’imballaggio sia conforme alle norme di igiene e sicurezza</strong>, specialmente se è destinato al contatto con gli alimenti.<br />Nello specifico, la certificazione ISO 9001:2015 riconosce l’eccellenza aziendale nella gestione dei processi produttivi a livello di qualità e garantisce un impegno costante nel miglioramento dei propri processi. La certificazione UNI EN 15593/2008 è, invece, specifica per gli imballaggi destinati al contatto con gli alimenti e ne approfondisce i requisiti affinché il packaging sia idoneo e soprattutto sicuro.</p>
<!-- /wp:paragraph -->

<!-- wp:heading {"level":4} -->
<h4 class="wp-block-heading"><strong><mark class="has-inline-color has-black-color" style="background-color: rgba(0, 0, 0, 0);">Qualità e sicurezza dei processi: in cosa consiste la certificazione ISO 9001:2015</mark></strong></h4>
<!-- /wp:heading -->

<!-- wp:paragraph -->
<p>La ISO 9001 è la norma internazionale pubblicata dall’International Organization for Standardization (ISO) per i Sistemi di Gestione di Qualità. <strong>La certificazione raccoglie processi e procedure documentate che definiscono le regole produttive e di attenzione verso il cliente messe in campo dall’azienda</strong>. In sostanza, si tratta di una serie di documenti che certificano l’alto standard qualitativo dei processi produttivi e l’attenzione verso il cliente finale. L’obiettivo è quello di favorire aziende che prediligono un sistema produttivo eccellente e sicuro e le sprona a un miglioramento costante. Questa certificazione non è solo un importante sinonimo di qualità ma è soprattutto una garanzia verso il cliente, perché l’iter per ottenerla è complesso e non tralascia alcun dettaglio. </p>
<!-- /wp:paragraph -->

<!-- wp:heading {"level":4} -->
<h4 class="wp-block-heading"><mark class="has-inline-color has-black-color" style="background-color: rgba(0, 0, 0, 0);">Sicuri e conformi alle normative igieniche alimentari: cosa impone la certificazione UNI EN 15593/2008</mark></h4>
<!-- /wp:heading -->

<!-- wp:paragraph -->
<p>Quando si parla di prodotti alimentari confezionati è facile pensare che le aziende coinvolte debbano seguire rigide politiche di controllo che garantiscano la sicurezza e l’igiene dell’alimento contenuto. Un imballaggio non idoneo e non certificato, infatti, può comportare un deperimento veloce dell’alimento, compromettendone la sicurezza e, di conseguenza, la salute dei consumatori finali.<br /><strong>La norma</strong> <strong>UNI EN 15593/2008 </strong>intitolata &#8220;Imballaggi &#8211; Gestione dell&#8217;igiene nella produzione di imballaggi destinati ai prodotti alimentari &#8211; Requisiti&#8221; <strong>è nata proprio per garantire l’igiene e la sicurezza degli imballaggi destinati al contatto diretto con gli alimenti</strong>.<br />La sempre più crescente attenzione verso l’intera filiera alimentare, infatti, ha avuto come conseguenza l&#8217;introduzione di regole rivolte alle aziende, per far sì che queste adottino al proprio interno un sistema produttivo conforme e sicuro. Inoltre, la standardizzazione dei controlli e dei processi favorisce la commercializzazione di alimenti confezionati anche al di fuori dei propri confini nazionali, stabilendo regole condivise che garantiscono l’idoneità del packaging al contatto con gli alimenti.<br />I requisiti principali della norma UNI EN 15593/2008 comportano l’applicazione, attraverso un’analisi dei pericoli su metodologia HACCP, di un sistema di gestione per l’igiene e la sicurezza dei materiali a contatto con gli alimenti e l’adozione di un metodo di rintracciabilità testato ed efficace.</p>

<h4 class="wp-block-heading"><mark class="has-inline-color has-black-color" style="background-color: rgba(0, 0, 0, 0);">Politica della Qualità: un ulteriore impegno verso l’eccellenza produttiva</mark></h4>

<p>Oltre alle certificazioni internazionali, noi di Teamplast abbiamo voluto fare un ulteriore passo avanti nella politica produttiva aziendale, realizzando un <strong>documento interno di Politica della Qualità che approfondisce in modo dettagliato l’intero processo, dalla scelta della materia prima fino alla spedizione del prodotto finito</strong>.<br />Cosa significa esattamente? Come abbiamo appena visto, gli standard internazionali implicano l&#8217;adozione di processi efficaci e uniformati, indipendentemente dalle singole caratteristiche produttive. Ogni azienda ha però anche una “vita propria” che non sempre può essere standardizzata a livello generale, ma al contrario, è specifica di quella stessa realtà. Un esempio banale può riguardare il processo di raccolta e smaltimento dei rifiuti: non sempre questo aspetto viene approfondito dalle certificazioni, oppure può capitare che le regole siano un po’ troppo generiche. Per questo motivo abbiamo raccolto un insieme di norme e procedure dettagliate che approfondiscono e specificano tutti i processi e le pratiche aziendali affinché rispondano ai più alti standard qualitativi, integrando alcuni aspetti che consideriamo fondamentali per la realizzazione di un prodotto di alta qualità.</p>

<p>Per un approfondimento sulle nostre certificazioni, visita la pagina: <a href="https://teamplast-srl.it/certificazioni/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">CERTIFICAZIONI</a></p>]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Quanto inquina davvero la plastica?</title>
		<link>https://www.teamplast-srl.it/quanto-inquina-davvero-la-plastica/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Teamplast-srl]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 26 Jun 2023 08:20:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[#teamplast]]></category>
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					<description><![CDATA[Nei dibattiti sul trattamento dei rifiuti e sull’inquinamento climatico, il materiale al centro delle polemiche è sempre la plastica. Quando le materie plastiche concludono il loro ciclo di vita e...]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Nei dibattiti sul trattamento dei rifiuti e sull’inquinamento climatico, il materiale al centro delle polemiche è sempre la plastica.</p>
<!-- /wp:post-content -->

<!-- wp:paragraph -->
<p><strong>Quando le materie plastiche concludono il loro ciclo di vita e diventano rifiuti</strong>, <strong>la maggior parte dell’opinione pubblica le percepisce come dannose e inquinanti</strong>. Si tratta di un pensiero molto diffuso che però ha il difetto di essere parziale e veritiero solo sotto certi punti di vista.</p>
<!-- /wp:paragraph -->

<!-- wp:paragraph -->
<p> È innegabile che gettare in mare una bottiglia di plastica comporti rischi per l’ecosistema: un rifiuto abbandonato, sia esso di plastica, alluminio, vetro o altro materiale, rappresenta sempre un problema da risolvere. <strong>Il vero nucleo della questione, però, non è il materiale in sé ma il comportamento dell’uomo</strong> che può decidere se renderlo uno scarto destinato a tornare in vita tramite il processo di riciclo, oppure un rifiuto sparso per il pianeta.</p>
<!-- /wp:paragraph -->

<!-- wp:paragraph -->
<p>Se i materiali (qualsiasi essi siano, carta, vetro, alluminio, plastica, etc.) non vengono smaltiti in modo corretto e avviati alla fase di recupero ma, al contrario, vengono abbandonati a terra, hanno un impatto sull’ambiente, che può essere più o meno negativo a seconda del tipo di materiale. Per questo motivo, <strong>per poter definire con più chiarezza quanto impatta un materiale sull’ambiente, bisogna considerare anche altri aspetti come l’intero ciclo di vita del prodotto, dalla sua origine allo smaltimento finale</strong>.</p>
<!-- /wp:paragraph -->

<!-- wp:paragraph -->
<p>Noi di Teamplast lavoriamo e trasformiamo la plastica e ne conosciamo a fondo le caratteristiche. Vediamo alcuni aspetti di questo materiale che troppo spesso non vengono considerati.</p>
<!-- /wp:paragraph -->

<!-- wp:heading {"level":4} -->
<h4 class="wp-block-heading"><mark class="has-inline-color has-black-color" style="background-color: rgba(0, 0, 0, 0);"><strong>Emissioni di gas serra: un confronto fra i diversi materiali</strong> </mark></h4>
<!-- /wp:heading -->

<!-- wp:paragraph -->
<p><em><a href="https://www.mckinsey.com/industries/chemicals/our-insights/climate-impact-of-plastics#/" target="_blank" rel="noopener"><mark class="has-inline-color has-vivid-red-color" style="background-color: rgba(0, 0, 0, 0);">Una recente ricerca condotta da McKinsey &amp; Co</mark></a></em> ha analizzato la quantità di emissioni di gas serra prodotte durante le lavorazioni dei diversi materiali, plastica inclusa.</p>
<!-- /wp:paragraph -->

<!-- wp:paragraph -->
<p>Il report sottolinea il fatto che le emissioni di gas serra dovute alla produzione di imballaggi plastici sono inferiori rispetto a quelle prodotte dalle lavorazioni di altri materiali, fatta eccezione per l’acciaio.</p>
<!-- /wp:paragraph -->

<!-- wp:paragraph -->
<p>Sono stati messi a confronto 14 materiali diversi, nelle diverse applicazioni, e in 13 casi la plastica è risultata quella che produce una quantità minore di gas serra, in percentuali che variano dal 10 al 90%.</p>
<!-- /wp:paragraph -->

<!-- wp:image {"id":21736,"sizeSlug":"large","linkDestination":"none"} -->
<figure class="wp-block-image size-large"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="1024" height="895" class="wp-image-21736" src="https://teamplast-srl.it/wp-content/uploads/2023/06/ricerca-mckinsey-1024x895.png" alt="" srcset="https://www.teamplast-srl.it/wp-content/uploads/2023/06/ricerca-mckinsey-1024x895.png 1024w, https://www.teamplast-srl.it/wp-content/uploads/2023/06/ricerca-mckinsey-300x262.png 300w, https://www.teamplast-srl.it/wp-content/uploads/2023/06/ricerca-mckinsey-768x672.png 768w, https://www.teamplast-srl.it/wp-content/uploads/2023/06/ricerca-mckinsey.png 1027w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>
<!-- /wp:image -->

<!-- wp:paragraph -->
<p>Questo ci aiuta a capire quanto i problemi derivanti dall’inquinamento ecologico siano complessi e numerosi: <strong>un prodotto non inquina solo quando diventa da buttare, al contrario, per analizzare con oggettività il suo impatto sull’ambiente bisogna considerare l’intero processo</strong>, dalla produzione allo smaltimento finale, incluso il riciclo.</p>
<!-- /wp:paragraph -->

<!-- wp:paragraph -->
<p><mark class="has-inline-color has-black-color" style="background-color: rgba(0, 0, 0, 0);"><strong>Plastiche e microplastiche negli oceani: sappiamo davvero come stanno le cose?</strong></mark></p>
<!-- /wp:paragraph -->

<!-- wp:paragraph -->
<p>Come ogni estate, anche quest’anno alcuni titoli di giornale hanno riportato notizie allarmanti rispetto alla situazione dell’inquinamento degli oceani, con riferimento soprattutto alle microplastiche. </p>
<!-- /wp:paragraph -->

<!-- wp:paragraph -->
<p>Se è pur vero che dagli anni ‘50 agli anni 2000 circa, la presenza di rifiuti plastici e microplastiche nelle acque marine è cresciuta più o meno in modo incrementale, <strong>negli ultimi 20 anni si stanno registrando delle inversioni di tendenza</strong>. Diversi studi, <strong><a href="https://microplastics.springeropen.com/articles/10.1186/s43591-020-00002-8" target="_blank" rel="noopener"><mark class="has-inline-color has-vivid-red-color" style="background-color: rgba(0, 0, 0, 0);">come quello in allegato a questo link</mark></a></strong>, evidenziano come le ricerche condotte in questo senso presentano delle lacune che non permettono di individuare con chiarezza delle vere e proprie tendenze temporali coerenti e misurabili.</p>
<!-- /wp:paragraph -->

<!-- wp:paragraph -->
<p>Attualmente, infatti, non ci sono studi affidabili che dimostrino né quale sia la reale quantità di plastica che ricopre i fondali oceanici, né quali potrebbero essere i trend futuri in termini di immissione di microplastiche tramite deposizione atmosferica. Di fatto, non è ancora chiaro se la quantità di microplastiche negli oceani stia aumentando.</p>
<!-- /wp:paragraph -->

<!-- wp:paragraph -->
<p>Gli studiosi, ad oggi, non hanno ancora compreso pienamente alcune variabili significative, come i flussi di spostamento dei rifiuti nei mari, i tassi di affondamento e i meccanismi di degrado dei materiali e questo rende più complicato trarre delle conclusioni certe. </p>
<!-- /wp:paragraph -->

<!-- wp:paragraph -->
<p>I rilevamenti così ottenuti, spesso, presentano dei risultati contrastanti che rischiano di amplificare i dati reali sulla quantità di plastica nei mari. <strong>I principali organi di informazione, inoltre, sono responsabili di mostrare solo una parte della questione: una notizia allarmante fa vendere più copie di una confortante</strong>. Ci sono aree geografiche, come la Spagna e il Mare del Nord in cui non è stata rilevata alcuna variazione del livello di inquinamento da plastica tra il 2007 e il 2017, altre (Mare Adriatico e  Mare di Alboran, ad esempio) in cui nello stesso intervallo di tempo la quantità di rifiuti è addirittura diminuita (fonte: <a href="https://microplastics.springeropen.com/articles/10.1186/s43591-020-00002-8" target="_blank" rel="noopener">Galgani et al., <em>Microplastics and Nanoplastics</em></a>). Per questo è sempre meglio, <strong>per chi realmente vuole approfondire il discorso, basarsi su studi di scienziati e non su quello che ci viene mostrato dai mass media</strong>.</p>
<!-- /wp:paragraph -->

<!-- wp:heading {"level":4} -->
<h4 class="wp-block-heading"><strong><mark class="has-inline-color has-black-color" style="background-color: rgba(0, 0, 0, 0);">Conclusioni</mark></strong></h4>
<!-- /wp:heading -->

<!-- wp:paragraph -->
<p>L’attenzione crescente degli ultimi anni verso il cambiamento climatico ha accelerato anche il proliferare di ricerche e sviluppi tecnologici volti a contrastarne o rallentarne le conseguenze. Come ci dimostrano questi studi, la situazione di partenza è già di per sé piuttosto grave: in poche parole abbiamo iniziato a muoverci tardi e oggi paghiamo le spese di decenni di totale noncuranza verso l’argomento, ma il futuro sembra più confortante di quanto ci vogliono far credere. </p>
<!-- /wp:paragraph -->

<!-- wp:paragraph -->
<p>Non possiamo quindi aspettarci che ci siano soluzioni semplici e univoche ma <strong>è fondamentale continuare a investire nella ricerca di nuovi materiali ecosostenibili e soprattutto riciclabili e in tecnologie evolute</strong>. Ci vorrebbe una seria politica mondiale che punti ad aumentare i controlli e le sanzioni verso i paesi che inquinano di più, che vada di pari passo con una concreta educazione di massa. L’Europa è fra i continenti più virtuosi nella gestione del recupero di materiali, ma queste informazioni non vengono diffuse come dovrebbero o perché “non fanno notizia” oppure perché esistono degli interessi politici ed economici che spingono a penalizzare di più il nostro continente a favore di altri. In questo scenario <strong>appare evidente quanto sia essenziale promuovere una corretta informazione basata su studi reali e certificati e puntare in modo massiccio sull’educazione ambientale dell’uomo</strong>.</p>
<!-- /wp:paragraph -->]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Com’è cambiato il settore degli imballaggi e quali scenari futuri? Ne abbiamo parlato con Cristiano Costanzelli</title>
		<link>https://www.teamplast-srl.it/com-e-cambiato-il-settore-degli-imballaggi-e-quali-scenari-futuri/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Teamplast-srl]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 May 2023 09:32:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Azienda]]></category>
		<category><![CDATA[#teamplast]]></category>
		<category><![CDATA[imballaggi plastici flessibili]]></category>
		<category><![CDATA[packaging]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.teamplast-srl.it/it/?p=21723</guid>

					<description><![CDATA[Cristiano Costanzelli fin da ragazzo muove i suoi passi nell&#8217;azienda di famiglia imparando a fondo i segreti della produzione, ereditando dal padre Augusto l&#8217;immenso know-how in fatto di materie plastiche,...]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Cristiano Costanzelli fin da ragazzo muove i suoi passi nell&#8217;azienda di famiglia imparando a fondo i segreti della produzione, ereditando dal padre Augusto l&#8217;immenso know-how in fatto di materie plastiche, e specializzandosi nella produzione di sacchi e bobine in Polietilene. <strong>Nel 2011 assieme al fratello Simone decide di proseguire l’attività fondando Teamplast srl</strong>.</p>
<!-- /wp:post-content -->

<!-- wp:heading {"level":4} -->
<h4 class="wp-block-heading"><mark class="has-inline-color has-black-color" style="background-color: rgba(0, 0, 0, 0);">Una forte attenzione ai controlli igienici garantisce un prodotto di qualità </mark></h4>
<!-- /wp:heading -->

<!-- wp:paragraph -->
<p>Visitando oggi lo stabilimento si rimane piacevolmente stupiti dalla cura, pulizia e ordine negli ambienti. Cristiano subito specifica come prestare queste attenzioni non sempre scontate, semplifichi le lavorazioni, migliorando la qualità dei prodotti finiti e aumentando l’attenzione al cliente. Ogni due mesi vengono programmati i trattamenti pest-control con l&#8217;installazione di lampade cattura insetti e trappole cattura striscianti, per evitare che questi entrino in contatto con la materia prima. “Come prevenzione, e sempre con attenzione al prodotto finito, utilizziamo questi e altri accorgimenti necessari” dice. E continua: “<strong>Per noi è fondamentale ottenere un prodotto finito eccellente, implementato da un sistema produttivo altamente professionale</strong>. Facendo esperienza abbiamo introdotto nuovi processi nel controllo qualità, verso un miglioramento continuo” spiega il maggiore dei Costanzelli.</p>
<!-- /wp:paragraph -->

<!-- wp:paragraph -->
<p><strong>Teamplast ha adottato una stringente politica di qualità, atta a perfezionare e specificare le regole d’igiene e sicurezza alimentare nei materiali</strong>. E da anni rinnova le certificazioni necessarie, nella ricerca del continuo miglioramento: “<strong>È fondamentale l’utilizzo di materiale certificato per garantire uno standard eccellente nel sistema di gestione della qualità, e certificare l&#8217;azienda UNI EN 15553/2008 assicurando così agli imballaggi alimentari, sicurezza e la conformità nel pieno rispetto delle norme igieniche comunitarie</strong>. Quanto certificare l’azienda alla ISO 9001:2015 garantisce che i dei processi produttivi siano in perfetta linea con i regolamenti richiesti, sempre per dare una garanzia maggiore alla nostra clientela”.</p>
<!-- /wp:paragraph -->

<!-- wp:heading {"level":4} -->
<h4 class="wp-block-heading"><mark class="has-inline-color has-black-color" style="background-color: rgba(0, 0, 0, 0);">Le evoluzioni del settore delle materia plastiche</mark></h4>
<!-- /wp:heading -->

<!-- wp:paragraph -->
<p>Alla luce della sua grande esperienza gli chiediamo del mercato futuro. <strong>Ci racconta uno scenario difficile da prevedere dove la ricerca esplora sempre più le possibilità di smaltire/recuperare materiali ogni giorno di origine diversa, con cambiamenti costanti a livello sia tecnologico che normativo</strong>.</p>
<!-- /wp:paragraph -->

<!-- wp:paragraph -->
<p>“In passato le tipologie di materie plastiche si contavano sulle dita di una mano” &#8211; spiega &#8211; “questo comportava scarsa scelta e di conseguenza poca personalizzazione nel prodotto finale. I molteplici materiali attualmente in uso, permettono invece un risultato più raffinato con caratteristiche ben diversificate quali la trasparenza, la tenuta meccanica, la lucidità e personalizzazioni precise per i film plastici, a seconda delle esigenze. Un tempo tutte queste varianti non erano possibili”.</p>
<!-- /wp:paragraph -->

<!-- wp:paragraph -->
<p>Traspare una profonda conoscenza del settore nelle parole di Cristiano, così ci illustra con sapienza la varietà di materie prime sfruttabili nella produzione di quella che per tutti è comune plastica. <strong>Con grande attenzione racconta dell&#8217;evoluzione scientifica che ha permesso di ottenere, nel tempo, un&#8217;enorme varietà di polimeri volti alla creazione di prodotti sempre più sicuri e di qualità che ci hanno migliorato nei diversi aspetti della vita quotidiana</strong>. Grazie alla ricerca in ambito chimico è stato possibile ampliare gli orizzonti della produzione plastica. <strong>Oggi i materiali sono sicuri, resistenti, puliti e la maggior parte riciclabili</strong>. Per questo vengono impiegati anche, e soprattutto, in settori sensibili come quello alimentare, medicale e farmaceutico.</p>
<!-- /wp:paragraph -->

<!-- wp:heading {"level":4} -->
<h4 class="wp-block-heading"><mark class="has-inline-color has-black-color" style="background-color: rgba(0, 0, 0, 0);">Recupero e smaltimento degli scarti: la politica di Teamplast</mark></h4>
<!-- /wp:heading -->

<!-- wp:paragraph -->
<p>E conclude parlando anche delle sinergie aziendali sviluppate sul territorio: “<strong>L’azienda è molto attenta al recupero e corretto smaltimento. Gli scarti prodotti vengono affidati ad aziende del territorio, specializzate nel riciclo</strong>. Seguiamo sempre la strada della nuova immissione e riutilizzo sul mercato, nella produzione di articoli con materiale rigenerato”.  </p>
<!-- /wp:paragraph -->

<!-- wp:paragraph -->
<p>Dopo questa chiacchierata diventa lampante quanta attenzione ed esperienza servano per migliorare con costanza la qualità. Quanti siano i processi e le norme da valutare, oltre alla conoscenza necessaria per ottenere un prodotto finale destinato al contatto con alimenti e sostanze delicate in genere.</p>
<!-- /wp:paragraph -->

<!-- wp:paragraph -->
<p>Teamplast, da sempre a fianco del cliente,  è all’avanguardia per tutto quanto riguarda la filiera della produzione, cura e smaltimento del materiale plastico. Assicurando così all’utilizzatore finale la massima protezione e informazione per l’utilizzo e smaltimento per ognuno dei propri prodotti.</p>
<!-- /wp:paragraph -->]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
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		<title>Conosciamoci meglio: due chiacchiere con Simone Costanzelli, Titolare e Direttore Commerciale</title>
		<link>https://www.teamplast-srl.it/simone-costanzelli/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Teamplast-srl]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 23 Jan 2023 18:16:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Azienda]]></category>
		<category><![CDATA[#teamplast]]></category>
		<category><![CDATA[team]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.teamplast-srl.it/it/?p=21485</guid>

					<description><![CDATA[[:it]Breve intervista a Simone Costanzelli, fondatore di Teamplast insieme al fratello Cristiano, Direttore Commerciale e Responsabile della Qualità dell'azienda.[:]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Per conoscere meglio la storia di Teamplast e quella delle persone che ci lavorano, abbiamo fatto due chiacchiere con Simone Costanzelli, Titolare dell&#8217;azienda insieme al fratello Cristiano e Direttore Commerciale. Ecco cosa ci ha raccontato</p>
<!-- /wp:post-content -->

<!-- wp:heading {"level":3} -->
<h3><strong>Nel 2011 insieme a tuo fratello Cristiano fondi l’azienda Teamplast, specializzata nella produzione di imballaggi flessibili personalizzati. Come nasce questa idea?</strong></h3>
<!-- /wp:heading -->

<!-- wp:paragraph -->
<p>La nostra esperienza nel settore delle materie plastiche ha in realtà delle radici più profonde perché sia io che mio fratello, prima di fondare Teamplast, lavoravamo nell’azienda di famiglia, che allora si chiamava Temedical, specializzata nella produzione di imballaggi plastici per il settore medicale. Abbiamo presto intuito che avremmo potuto occupare anche altri settori produttivi e così è nata l’idea di creare un’azienda che rispondesse anche ad altre esigenze di mercato.</p>
<!-- /wp:paragraph -->

<!-- wp:heading {"level":3} -->
<h3><strong>Raccontaci un po’ il tuo percorso professionale: da dove sei partito e dove sei arrivato oggi?</strong></h3>
<!-- /wp:heading -->

<!-- wp:paragraph -->
<p>Come la maggior parte dei ragazzi della mia generazione, quando finiva la scuola passavo l’estate a dare una mano a mio papà in azienda: facevo piccoli lavoretti per aiutare la produzione e nello stesso tempo imparavo a conoscere i macchinari e i loro funzionamenti e soprattutto l’arte del mestiere. I primi anni, una volta diplomato e dopo essere entrato in azienda a pieno regime, mi occupavo della gestione e della programmazione di un reparto produttivo collaborando fianco a fianco ai colleghi di produzione. In un secondo momento ho seguito diversi corsi di formazione per diventare responsabile della sicurezza e della qualità che mi hanno permesso di far ottenere a Temedical diverse certificazioni riconosciute a livello nazionale. Dopo alcuni anni ho iniziato a gestire diversi clienti acquisiti: ho sempre avuto una buona attitudine alle relazioni sociali e mi piaceva quel ruolo anche perché mi dava la possibilità di muovermi in giro per l&#8217;Italia e avere un lavoro dinamico. Nel frattempo stavo seguendo un corso di formazione che mi ha permesso di diventare agente di commercio. Per un periodo ho lavorato in autonomia, sia per l’azienda di famiglia che per altri, spaziando tra settori diversi. Quell’esperienza è stata fondamentale per capire che anche la nostra realtà avrebbe potuto diventare qualcosa di più grande e che la plastica è presente in quasi tutti i settori produttivi. Inoltre è un materiale affidabile, sicuro e resistente, difficilmente sostituibile con altri che hanno quasi sempre delle rese inferiori. Ho capito, insieme a mio fratello, il potenziale e così nel 2011 è nata Teamplast. Oggi lavoriamo per oltre 200 aziende italiane, che vanno dal settore medicale, a quello alimentare, alla moda, fino all’industria in genere. Seguo ancora molti clienti ma nel frattempo ho ampliato le mie competenze e oggi sono Direttore Commerciale, Responsabile della Qualità e seguo la gestione della azienda insieme a mio fratello Cristiano e a sua moglie Francesca.</p>
<!-- /wp:paragraph -->

<!-- wp:heading {"level":3} -->
<h3><strong><strong>Una bella storia di famiglia e di crescita personale. Come nascono i vostri prodotti? Seguite degli standard predefiniti o lavorate su misura?</strong></strong></h3>
<!-- /wp:heading -->

<!-- wp:paragraph -->
<p>La maggior parte dei nostri articoli sono stati realizzati ad hoc, sulla base di specifiche esigenze del cliente. Ecco perché il numero di prodotti cresce di anno in anno. Ovviamente ci sono anche degli standard che possiamo proporre ma questo non ci vieta di apportare delle modifiche personalizzate. Ad esempio, <mark class="has-inline-color has-vivid-red-color" style="background-color: rgba(0, 0, 0, 0);">le shopper</mark> o le <mark class="has-inline-color has-vivid-red-color" style="background-color: rgba(0, 0, 0, 0);">buste per spedizioni e-commerce</mark> possono avere sia delle dimensioni standard che essere realizzate a seconda di come le preferisce il cliente, più grandi o più piccole oppure con spessori diversi o saldature particolari che le rendono più resistenti. Non dimentichiamo la possibilità di stampare: la grafica o l’inserimento di loghi e altre informazioni utili rendono unici e distintivi i nostri articoli.</p>
<!-- /wp:paragraph -->

<!-- wp:heading {"level":3} -->
<h3><strong><strong>Perché un’azienda dovrebbe rivolgersi a voi?</strong></strong></h3>
<!-- /wp:heading -->

<!-- wp:paragraph -->
<p>Perché siamo molto attenti alla qualità in tutto ciò che essa rappresenta: dalla scelta del polimero da utilizzare, che fa una differenza enorme sulla resa finale, allo studio del progetto che deve tenere in conto dell’utilizzo e dello scopo per cui viene realizzato. Inoltre siamo un’azienda ecosostenibile: si parla troppo dei possibili rischi derivanti da un cattivo smaltimento della plastica e troppo poco dei suoi benefici. Il solo fatto che sia riciclabile potenzialmente infinite volte lo rende un materiale eco-friendly, a differenza di altri che non presentano questa duttilità. Le plastiche che utilizziamo noi sono tutte riciclabili al 100% e spesso riutilizziamo quelle che derivano dai nostri stessi scarti industriali. E poi siamo un’azienda a cui piace mantenere un tono informale e famigliare: in Teamplast parli direttamente con me o con Cristiano, il rapporto è diretto e di fiducia e questa è una cosa che la maggior parte dei clienti apprezza.</p>
<!-- /wp:paragraph -->

<!-- wp:heading {"level":3} -->
<h3><strong>L’anno è appena iniziato, quali propositi avete per il 2023?</strong></h3>
<!-- /wp:heading -->

<!-- wp:paragraph -->
<p>Consolidare quello che stiamo facendo di buono in questi anni e continuare ad investire nell’efficientamento tecnologico, attraverso l’acquisto di macchine produttive in ottica 4.0. Vogliamo rafforzare il reparto commerciale perchè possiamo spingerci oltre e allargare la nostra rete, siamo in grado di arrivare in tutta Italia e lavorare per tutti i settori, anche i più delicati come l’alimentare e il medicale.</p>
<!-- /wp:paragraph -->

<!-- wp:heading {"level":3} -->
<h3><strong>É un invito a mandare la propria candidatura?</strong></h3>
<!-- /wp:heading -->

<!-- wp:paragraph -->
<p>Beh se ci sta leggendo qualche commerciale interessato ad approfondire il nostro settore, che sia dinamico e motivato allora non vediamo l’ora di conoscerlo! Potete contattarci scrivendo a <a href="mailto:info@teamplast-srl.it"><mark class="has-inline-color has-vivid-red-color" style="background-color: rgba(0, 0, 0, 0);">info@teamplast-srl.it</mark></a> allegando il vostro curriculum vitae.</p>
<!-- /wp:paragraph -->]]></content:encoded>
					
		
		
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