Carta o plastica? Il materiale che sembra più sostenibile non è sempre quello che inquina meno

“Carta o plastica?” sembra una domanda semplice.

È anche una delle domande più frequenti quando si parla di sostenibilità del packaging. Il problema è che, formulata così, non ha una risposta scientificamente valida per tutte le applicazioni.

Un materiale non è sostenibile o insostenibile in assoluto.

Per confrontare due soluzioni occorre prima verificare che svolgano la stessa funzione e poi osservare l’intero ciclo di vita:

  • materie prime;
  • quantità impiegata;
  • produzione;
  • trasporto;
  • uso;
  • riuso;
  • riciclo;
  • fine vita.

Il punto di partenza: stessa funzione

Confrontare un sacchetto di carta e uno di plastica soltanto per chilogrammo di materiale può essere fuorviante se per ottenere la stessa prestazione servono pesi molto diversi.

La cosiddetta unità funzionale è fondamentale: il confronto deve riguardare soluzioni che proteggono o trasportano la stessa quantità di prodotto nelle stesse condizioni.

Questo è il motivo per cui slogan come:

“Materiale X è sempre migliore di materiale Y”

sono poco utili nella progettazione industriale.

Cos’è il Life Cycle Assessment

Il Life Cycle Assessment, o LCA, è un metodo per valutare gli impatti ambientali associati alle diverse fasi del ciclo di vita di un prodotto o sistema.

Non si limita quindi al momento in cui vediamo l’imballaggio, ma prova a considerare ciò che avviene prima e dopo.

Per un packaging, tra le variabili rilevanti possono esserci:

  • consumo di materie prime;
  • energia e acqua;
  • massa dell’imballaggio;
  • trasporto;
  • numero di utilizzi;
  • protezione del prodotto;
  • raccolta;
  • riciclo;
  • altri scenari di fine vita.

Perché la leggerezza conta

Uno dei punti di forza degli imballaggi flessibili è il rapporto tra funzione e quantità di materiale.

Una soluzione molto leggera può richiedere meno materia per unità funzionale e ridurre il peso movimentato lungo la logistica.

Questo non rende automaticamente la plastica la scelta migliore:

  • riciclabilità effettiva;
  • dispersione nell’ambiente;
  • contenuto riciclato;
  • durata;
  • infrastrutture di raccolta;

restano elementi essenziali.

Significa però che il peso non può essere ignorato nel confronto.

Quando la carta può essere la scelta corretta

La carta può offrire vantaggi importanti in applicazioni compatibili con le sue proprietà, soprattutto quando il sistema di raccolta e riciclo è efficace e quando non sono necessarie strutture complesse o quantità elevate di materiale per raggiungere la prestazione richiesta.

Anche in questo caso occorre però guardare alla soluzione reale, inclusi:

  • eventuali rivestimenti;
  • accoppiamenti;
  • barriere;
  • peso complessivo.

Quando un monomateriale plastico può essere competitivo

In applicazioni in cui serve un imballaggio:

  • leggero;
  • resistente all’umidità;
  • saldabile;
  • con buone prestazioni meccaniche;

un film monomateriale in polietilene può offrire un rapporto funzione/peso molto efficiente.

Se progettato per essere riciclabile nei flussi disponibili e correttamente raccolto, può rappresentare una soluzione razionale.

Il punto centrale è evitare la contrapposizione ideologica:

la sostenibilità non si misura dalla sensazione che un materiale trasmette al tatto, ma dagli impatti del sistema nel suo complesso.

E il prodotto contenuto?

Un packaging che riduce il proprio impatto ma aumenta le perdite del prodotto può peggiorare il bilancio complessivo.

La protezione del contenuto è quindi parte della sostenibilità dell’imballaggio, non un tema separato.

Questo principio è particolarmente importante per alimenti e prodotti ad alto valore ambientale o economico.

La domanda migliore

Invece di chiedere:

“Carta o plastica?”

dovremmo chiederci:

Quale soluzione, per questa applicazione e in questo sistema di raccolta e utilizzo, raggiunge la prestazione richiesta con il minor impatto complessivo?

È una domanda meno immediata, ma molto più utile.

Ed è anche il motivo per cui Teamplast vuole parlare di sostenibilità attraverso dati, progettazione, monomateriali e riduzione alla fonte, evitando slogan assoluti.

Valutiamo il packaging partendo dalla funzione e dai dati, non dalla sola percezione del materiale: possiamo analizzare insieme applicazione, prestazioni richieste e caratteristiche della soluzione per individuare un approccio più consapevole e coerente con il suo ciclo di vita.